Scuola Italiana
Antiriciclaggio & Compliance

divisione della EUROPEAN SCHOOL of BANKING MANAGEMENT

Antiriciclaggio, quando la formazione e’ davvero “continua e sistematica”

Correva l’anno 1991, quando per la prima volta nacque nel nostro Paese una normativa antiriciclaggio grazie al FATF/GAFI e soprattutto all’ostinata azione investigativa del compianto e indimenticabile magistrato Giovanni Falcone quale padre putativo della iniziativa nel suo complesso.
All’epoca, la “formazione del personale”, con riferimento al settore bancario e finanziario, quale unico destinatario della “collaborazione attiva” in materia di lotta al riciclaggio, era affidata alla c.d. “moral suasion”, una sorta di pressione morale esercitata dalla Banca d’Italia che in proposito, diceva: “Gli intermediari pongono in essere una attenta opera di addestramento e di formazione del personale sugli obblighi di segnalazione. Le presenti “Istruzioni” devono essere divulgate e opportunamente illustrate a tutto il personale, a prescindere dal titolo giuridico in base al quale presta l’attività lavorativa o la collaborazione”.
Un precetto in bianco, senza sanzioni, equiparabile ad una linea di pensiero affidata, in concreto, alla buona volontà dei destinatari, quali veri, unici e spesso ignari protagonisti della lotta al riciclaggio.
Con il primo comma dell’art.54 del Decreto legislativo 231/07, di ratifica della III Direttiva antiriciclaggio dell’Unione europea, la “formazione del personale”, assunse un quadro più chiaro, laddove si disse: “I destinatari degli obblighi e gli ordini professionali adottano misure di adeguata formazione del personale e dei collaboratori al fine della corretta applicazione delle disposizioni del presente decreto”.
Con il successivo articolo 56 dello stesso decreto, vennero individuate pesanti sanzioni da dieci a duecentomila euro in capo al mondo bancario e finanziario laddove avessero disatteso l’obbligo formativo introdotto.
Si passò quindi dalla moral suasion ad una norma cogente, da una norma in bianco ad una “colorata”.
Il D.lgs. 231/07, così come modificato dalla legge di recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio (D.lgs. 90/17), impone agli Intermediari Finanziari, ai Professionisti e alle altre categorie di destinatari della normativa antiriciclaggio, di pianificare corsi antiriciclaggio periodici per tutti i propri dipendenti e i collaboratori.
In particolare, la nuova formulazione dell’art. 16 del D.lgs. 231/07 obbliga i destinatari della normativa ad adottare misure di adeguata Formazione Antiriciclaggio del proprio personale, che prevedano corsi specifici per tutti i soggetti che ricoprono il ruolo di Responsabile Antiriciclaggio e di Incaricato Antiriciclaggio.
Il Piano di Formazione Antiriciclaggio deve prevedere lo svolgimento di un Corso su base periodica annuale con un programma finalizzato alla corretta applicazione della legge antiriciclaggio, al riconoscimento di operazioni connesse al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo e alla conoscenza e al rispetto delle procedure antiriciclaggio adottate.

Quali sono gli obblighi formativi

Un’efficace applicazione della normativa antiriciclaggio presuppone la piena consapevolezza delle finalità e dei principi che ne sorreggono l’impianto.
Tutto il personale deve essere portato a conoscenza degli obblighi e delle responsabilità aziendali che possono derivare dal mancato adempimento dei medesimi.

Obblighi di formazione del D.Lgs. 231/07

L’articolo 54 del D.Lgs. 231/07 impone l’obbligo di formare il personale sulla disciplina antiriciclaggio; in particolare le aziende ed i professionisti devono predisporre “programmi di formazione finalizzati a riconoscere le attività potenzialmente connesse al riciclaggio”

Obblighi di formazione delle disposizioni di Banca d’Italia

Le disposizioni di Banca d’Italia in materia di Organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, richiedono che sia riservata particolare cura allo sviluppo di una specifica preparazione sull’antiriciclaggio dei dipendenti e dei collaboratori che sono a più diretto contatto con la clientela. Inoltre specifici programmi di formazione appaiono opportuni per il personale appartenente alla funzione antiriciclaggio. A tali dipendenti si richiede inoltre un continuo aggiornamento in merito all’evoluzione dei rischi di riciclaggio e agli schemi tipici delle operazioni finanziarie criminali.
L’addestramento e la formazione del personale assicurano una specifica preparazione dei dipendenti e dei collaboratori che sono a più diretto contatto con la clientela e del personale appartenente alla funzione antiriciclaggio.
Nella Parte Terza, relativa all’assetto dei Presidi Antiriciclaggio, si sottolinea che l’attività di qualificazione del personale deve rivestire carattere di continuità e di sistematicità e va svolta nell’ambito di programmi organici.
Nelle recenti disposizioni di Banca d’Italia, ai soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio viene richiesto:

  • di stabilire i programmi di addestramento e formazione del personale sugli obblighi previsti dalla disciplina antiriciclaggio; l’attività di formazione deve rivestire carattere di continuità e sistematicità e tenere conto dell’evoluzione della normativa e delle procedure predisposte dal destinatario;
  • di realizzare programmi di addestramento e di formazione del personale sugli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio;
  • di attivare un continuo aggiornamento dei dipendenti in merito all’evoluzione dei rischi di riciclaggio e agli schemi tipici delle operazioni finanziarie criminali con un’attività di addestramento e formazione del personale svolta con continuità e sistematicità, nell’ambito di programmi organici;
  • indipendentemente dalla soluzione organizzativa prescelta, che il personale che svolge compiti riconducibili alla funzione antiriciclaggio sia adeguato per numero, competenze tecnico–professionali e aggiornamento, anche attraverso programmi di formazione nel continuo;
  • di curare, in raccordo con le altre funzioni aziendali competenti in materia di formazione, la predisposizione di un adeguato piano di formazione, finalizzato a conseguire un aggiornamento su base continuativa del personale;
  • di approntare programmi di formazione specifici e periodici a favore della rete distributiva, affinché gli addetti abbiano una conoscenza adeguata della normativa e delle connesse responsabilità e siano in grado di utilizzare consapevolmente strumenti e procedure di ausilio nell’esecuzione degli adempimenti;

Secondo il dizionario Treccani il significato del sostantivo sistematicità è: metodicità, regolarità, con metodo, con ordine rigoroso. Pertanto una corretta interpretazione di formazione continua e sistematica è: assenza di improvvisazione con rigorosi piani annuali di formazione antiriciclaggio per ogni singolo dipendente.
D’ora in avanti, quindi, non sarà più accettabile per gli organi di vigilanza vedere assolto l’obbligo in tema di formazione antiriciclaggio per i dipendenti con corsi predisposti nell’ultimo mese dell’anno al fine di essere conformi alla norma, senza una pianificazione temporale e procedurale.
La Scuola Italiana Antiriciclaggio & Compliance, divisione specialistica della European School of Banking Management, attiva da oltre 20 anni nell’alta formazione bancaria, si occupa della formazione dei dipendenti di diversi soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio tra i quali banche, società di gaming e società di trasporto valori. Per questi clienti ha progettato differenti percorsi di specializzazione Antiriciclaggio personalizzati in funzione dell’attività svolta. Tra tutti i percorsi, spicca il Master Anti-Money Laundering Diploma il cui titolo è approvato a livello europeo; il percorso e i contenuti sono conformi alle disposizioni di Banca d’Italia sulla certificazione delle competenze Antiriciclaggio.

Sergio Silvestri

Direttore Generale

Scuola Italiana Antiriciclaggio

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