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Il Rapporto UIF 2025 – Terza Parte

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Il Rapporto UIF 2025 – Terza Parte

Frodi informatiche, criptoattività, geocriminalità: le minacce che ridisegnano il riciclaggio, mentre l’Europa completa il suo nuovo sistema

Terza Parte – Le minacce emergenti e il nuovo assetto europeo

Nelle prime due puntate di questa analisi ho ripercorso il messaggio del Direttore Enzo Serata alla presentazione del Rapporto Annuale 2025 e i numeri del flusso segnaletico. Chiudo questo percorso entrando nelle aree di rischio che il Rapporto descrive con maggiore dettaglio, e nel nuovo assetto istituzionale che l’Unione europea ha completato proprio in questi mesi.

Frodi informatiche: quasi un quinto di tutte le segnalazioni

Il dato che pesa più di ogni altro sulla crescita del flusso segnaletico 2025 riguarda le truffe e le frodi informatiche: circa 31.600 SOS, poco meno di un quinto del totale. Il Rapporto descrive con precisione gli schemi ricorrenti: il condizionamento psicologico della vittima, indotta a operare dopo chiamate o messaggi in cui il truffatore si finge un dipendente bancario, un rappresentante della PA o delle forze dell’ordine; l’acquisizione di dati personali tramite false proposte di lavoro, agevolazioni fiscali o offerte vantaggiose, talvolta con documentazione di apertura rapporto generata con strumenti di intelligenza artificiale; e i falsi investimenti promossi da broker o piattaforme non autorizzate, che dopo una prima fase di rendimenti corrisposti inducono la vittima a versare cifre sempre più alte, fino alla mancata restituzione dei fondi. I flussi finanziari collegati transitano rapidamente su una molteplicità di rapporti, spesso esteri, e confluiscono non raramente verso operatori in valuta virtuale — rendendo la ricostruzione complessa e onerosa anche per la UIF.

Criptoattività: segnalazioni quasi raddoppiate

Le segnalazioni riferibili a operatori in valuta virtuale sono passate da 3.165 a 5.859 (+85,1%). Il Rapporto segnala un uso crescente di strumenti pensati per ridurre la tracciabilità — servizi di mixing, privacy coin, protocolli di finanza decentralizzata (DeFi) che permettono conversioni tra criptoattività senza passare da un VASP — e una crescita dell’uso di stablecoin, spesso ancorate al dollaro, che riducono la necessità di convertire i proventi illeciti in valute ufficiali. Un dato da monitorare: nel secondo semestre 2025, dopo aver ottenuto l’autorizzazione MiCA in altri paesi UE, alcuni operatori in valuta virtuale di rilievo hanno interrotto l’invio di SOS e le risposte alle richieste della UIF, un’area di attrito tra autorizzazione transfrontaliera e collaborazione attiva che il Rapporto registra senza nasconderla.

Professional money laundering ed evasione fiscale

Le segnalazioni riconducibili a riciclaggio da illeciti fiscali restano una delle componenti principali del flusso (20% del totale) e mostrano schemi sempre più sofisticati: infrastrutture finanziarie transnazionali, organizzazioni estere coordinate, vIBAN collegati a master account di prestatori di servizi di pagamento non autorizzati nell’Unione europea — talvolta appartenenti a gruppi già coinvolti in violazioni antiriciclaggio — e arbitraggio regolamentare tra giurisdizioni per facilitare il deflusso di capitali verso aree ad alto rischio. In alcuni casi i flussi sono stati incanalati su conti pool di prestatori di servizi di pagamento comunitari aperti presso succursali italiane di banche extra-UE, che non avevano alcuna visibilità sulla destinazione finale delle somme — ricostruita dalla UIF solo grazie alla cooperazione internazionale.

Sfruttamento sessuale dei minori: un incremento che richiede attenzione

Tra i dati più delicati del Rapporto, le segnalazioni riferite a contesti di sfruttamento sessuale di minori sono quasi raddoppiate, da 145 a 263. Si tratta di un fenomeno trattato dall’Unità con metodologia dedicata, data la sua gravità: le SOS evidenziano prevalentemente trasferimenti di modesto importo in criptoattività verso wallet collegati, tramite blockchain forensics, a piattaforme di diffusione di materiale illecito, spesso accompagnati da rimesse di denaro e movimenti tra carte prepagate verso paesi a elevata esposizione al fenomeno. La UIF ha sviluppato e sta affinando un algoritmo di machine learning, addestrato su SOS già classificate, per individuare ulteriori segnalazioni riconducibili a queste condotte e intercettare schemi operativi nuovi — un esempio concreto di come la tecnologia, usata con presidio, possa rafforzare proprio la capacità di analisi su cui il Direttore Serata ha insistito.

Imprese fragili e infiltrazione criminale: lo studio con l’Università Bocconi

Uno degli approfondimenti più interessanti del Rapporto, condotto in collaborazione con l’Università Bocconi su un panel di società italiane 2001-2020, dimostra empiricamente un meccanismo già intuito: un peggioramento significativo del merito creditizio di un’impresa aumenta la probabilità di successiva infiltrazione criminale, con un incremento del 5% nei cinque anni successivi al declassamento — un effetto più marcato in settori ad alto rischio come edilizia e immobiliare. Il dato più controintuitivo: le imprese infiltrate, una volta soggette a restrizioni creditizie, tendono a sopravvivere più delle imprese comparabili non infiltrate, pur mostrando analoghi cali di attività, occupazione e redditività. La criminalità organizzata agisce in questi casi come “finanziatore di ultima istanza”, tenendo in vita imprese “zombie” che altrimenti uscirebbero dal mercato, con effetti distorsivi su concorrenza e produttività.

A livello complessivo, le segnalazioni direttamente o indirettamente collegate alla criminalità organizzata sono state il 13,8% del totale (in linea col 2024), con un ulteriore 19,2% di segnalazioni potenzialmente connesse. I riscontri positivi degli Organi investigativi e della DNA su questa tipologia sono saliti al 62,5% (dal 49,8% nel 2024). Lombardia (19,5%), Campania (17,3%) e Lazio (10,5%) restano le aree di maggiore concentrazione, con Napoli, Milano e Roma che insieme pesano per circa un terzo delle segnalazioni della specie.

Geocriminalità: la criminalità organizzata nelle dinamiche geopolitiche

Un passaggio del Rapporto merita una lettura attenta perché segna una novità di prospettiva: la criminalità organizzata, scrive la UIF, “ha assunto anche una ulteriore dimensione nel contesto internazionale attuale, arrivando a giocare un ruolo nelle strategie di competizione geopolitica”. Uno studio specifico ne evidenzia le potenzialità geocriminali soprattutto per le organizzazioni che dispongono di reti e canali logistico-finanziari transnazionali ampi — un fenomeno che si intreccia inevitabilmente con la crescente disponibilità di strumenti digitali, criptoattività in testa, che rendono più difficile identificare chi sta realmente operando dietro un flusso finanziario.

Il nuovo sistema europeo: AMLA operativa e GAFI promuove l’Italia

Sul fronte istituzionale, il 2025 è stato un anno di svolta. Si è completato l’assetto dell’AMLA, l’Autorità antiriciclaggio europea: hanno preso avvio i lavori del General Board (nelle due composizioni di supervisori nazionali e FIU), si è insediato l’Executive Board e i primi delegati FIU — tra cui quello della UIF — hanno iniziato il mandato. L’Autorità ha pubblicato il proprio documento programmatico, con obiettivi di armonizzazione normativa e convergenza delle prassi di supervisione tra i paesi membri, e ha avviato le attività preparatorie per i primi esercizi di analisi congiunta tra FIU e per il primo ciclo di peer review.

A febbraio 2026 si è conclusa la Mutual Evaluation del GAFI sul sistema antiriciclaggio italiano, con un esito che vale la pena riportare per intero perché raramente un Rapporto Annuale UIF ospita un giudizio esterno così articolato e positivo: i valutatori riconoscono una “matura consapevolezza dei rischi” da parte delle autorità italiane, meccanismi di coordinamento efficaci, un ruolo centrale ed efficace dell’analisi finanziaria della UIF, che fornisce “prodotti di elevata qualità” a supporto degli Organi investigativi. Viene apprezzata la piena autonomia e indipendenza della UIF, la collaborazione internazionale “ampiamente soddisfacente” e la tempestività nell’implementazione delle sanzioni finanziarie internazionali. Un riconoscimento che arriva proprio mentre l’Unità chiede al sistema un salto di qualità ulteriore — a conferma che il rigore richiesto ai segnalanti è lo stesso che la UIF applica a se stessa.

In questo quadro si inseriscono anche le nuove Istruzioni per la rilevazione e la segnalazione delle operazioni sospette, emanate dalla UIF a dicembre 2025 in stretta collaborazione con la Guardia di Finanza e dopo consultazione pubblica, che entreranno in vigore il 1° luglio 2026. Le nuove disposizioni intervengono proprio sul processo valutativo per la determinazione del sospetto, oltre che su tempestività, completezza e riservatezza delle segnalazioni — la traduzione operativa, sul piano normativo, dello stesso messaggio di qualità ribadito da Serata il 16 giugno.

Sul fronte sanzionatorio, la UE ha adottato nel 2025 ulteriori misure restrittive verso Russia e Bielorussia, e il Consiglio dell’Unione europea ha reintrodotto le sanzioni legate alla proliferazione nucleare dell’Iran, sospese dopo l’adozione del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA); la UIF resta impegnata nel monitoraggio dei tentativi di elusione di queste misure attraverso infrastrutture finanziarie transnazionali — lo stesso terreno, non a caso, su cui si muove il professional money laundering descritto in apertura.

Una chiusura, e un impegno che continua

Il Rapporto Annuale 2025 della UIF restituisce l’immagine di un sistema che cresce nei numeri ma che la stessa Unità chiede di far crescere, soprattutto, nella qualità: delle segnalazioni, dell’analisi, della collaborazione tra autorità. Come Dean della European School of Banking Management e della Scuola Italiana Antiriciclaggio & Compliance, desidero rinnovare il ringraziamento al Direttore Enzo Serata e a tutta la UIF per il lavoro svolto e per la disponibilità con cui, ogni anno, condividono con la comunità professionale l’evoluzione del sistema; un ringraziamento che estendo alla Guardia di Finanza, alla DIA e alla DNA per il contributo investigativo che dà concretezza a ogni singola segnalazione.

È in questo stesso spirito — dal documento al processo, qualità della valutazione e non solo della singola segnalazione — che dallo scorso anno accademico dedichiamo all’interno dell’International Executive Master AML/CFT Diploma – Including AMLACert and CAMS a due moduli specifici di Total Quality Management applicati al ciclo di vita delle SOS, anticipando il cambio di rotta che le nuove Istruzioni rendono ora vincolante per l’intero sistema.

La prossima edizione, la 37ª, comprensiva delle certificazioni AMLACERT e CAMS, partirà il 22 ottobre 2026: un’occasione, per chi opera quotidianamente in questo settore, di confrontarsi con gli stessi temi che il Rapporto UIF 2025 ha posto al centro dell’agenda.

RAPPORTO UIF 2025 (download)

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