Il Rapporto UIF 2025 – Seconda Parte
July 6, 2026 2026-07-07 9:44Il Rapporto UIF 2025 – Seconda Parte
Il Rapporto UIF 2025 – Seconda Parte
162.059 segnalazioni, +11,5%: i numeri di un sistema che cresce e che la UIF chiede di rendere più maturo
Seconda Parte – I numeri del Rapporto Annuale 2025
A cura del Prof. Silvestri
Nella prima parte di questa analisi mi sono concentrato sul messaggio del Direttore Enzo Serata alla presentazione del Rapporto Annuale 2025, lo scorso 16 giugno presso la Banca d’Italia – Eurosistema: la qualità delle segnalazioni come priorità strategica, più che la loro quantità. In questa seconda puntata entro nel merito dei numeri che la UIF ha pubblicato, perché è proprio nei dati che si misura la distanza tra l’obiettivo dichiarato e lo stato reale del sistema.
Il flusso segnaletico: 162.059 SOS, +11,5%
Dopo due anni di flessione (-3,2% nel 2023, -3,3% nel 2024), il flusso delle segnalazioni di operazioni sospette torna a crescere con decisione: 162.059 SOS ricevute nel 2025, contro 145.401 dell’anno precedente. L’incremento, spiega la UIF, è dovuto principalmente alla crescita delle segnalazioni connesse al riciclaggio di proventi da truffe e frodi informatiche, sostenuta anche dai nuovi intermediari specializzati nell’attività online entrati di recente nel perimetro dei soggetti obbligati. Il trend non si ferma: nei primi quattro mesi del 2026 sono state ricevute 61.094 SOS, +14,5% sullo stesso periodo del 2025.
Banche e Poste restano il motore della segnalazione, con una crescita del 26,8% e una quota del 58,4% sul totale. In controtendenza gli altri intermediari finanziari (-20,3%), penalizzati soprattutto dal calo di IMEL (-36,0%) e Istituti di Pagamento (-6,2%). Il dato più significativo arriva però dagli operatori non finanziari, in aumento del 77,6%: a spingere la categoria sono gli operatori in commercio di oro e oggetti preziosi (+96,6%) e, soprattutto, gli operatori in valuta virtuale, quasi raddoppiati (+85,1%, da 3.165 a 5.859 segnalazioni). Resta marginale ma in forte contrazione l’apporto della Pubblica amministrazione, sceso da 1.264 a 521 segnalazioni (-58,8%).
Sul fronte geografico, la Lombardia mantiene il primato con il 19,5% del totale, seguita da Campania (12,9%, in crescita) e Lazio (9,8%). Se però si rapportano le segnalazioni alla popolazione residente, è la Campania a salire al primo posto. Le segnalazioni relative a operatività estera, sebbene pesino solo il 2,7% del totale, sono aumentate sensibilmente, concentrandosi su Lituania, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito.
Il valore delle operazioni eseguite oggetto di segnalazione è salito a 95,2 miliardi di euro (da quasi 94 miliardi nel 2024), mentre quello delle operazioni non eseguite è sceso a 5,4 miliardi (da 6,5 miliardi): nel complesso, il valore segnalato resta stabile a 100,5 miliardi di euro, con una composizione che si sposta verso le operazioni effettivamente eseguite. Le SOS riferite al finanziamento del terrorismo sono state 310, in calo rispetto alle 340 del 2024.
La qualità: in lieve calo nei rating bassi, ma con margini di miglioramento ancora ampi
Sul piano qualitativo, il Rapporto registra una riduzione della quota di SOS a rischio basso o nullo, scesa al 18,9% dal 20,4% del 2024. Le segnalazioni con rating medio-alto e alto si sono attestate al 42,1% (erano 45,9% nel 2024), mentre cresce in misura rilevante la fascia di rischio medio, che passa dal 32,9% al 38,8% — un effetto, secondo la UIF, della crescita delle segnalazioni connesse a truffe informatiche, criptoattività e operatori di pagamento con profili atipici.
Anche sulla tempestività i segnali sono incoraggianti: il 55,2% delle SOS arriva entro un mese dall’operazione, il 72,7% entro due mesi e l’82,8% entro tre, con un miglioramento diffuso rispetto al 2024 — particolarmente marcato per gli intermediari finanziari diversi da banche e Poste (58,9% entro 30 giorni, dal 46,8%) e per gli operatori non finanziari (54,2%, dal 45,6%). Le Pubbliche amministrazioni restano invece un’anomalia strutturale: il 91% delle loro comunicazioni arriva alla UIF oltre i 90 giorni.
Un passaggio del Rapporto merita un richiamo particolare, perché conferma esattamente quanto emerso nell’intervento del Direttore Serata: l’uso non presidiato di strumenti di intelligenza artificiale nel monitoraggio transazionale può generare un eccessivo affidamento sulle logiche automatiche, con difficoltà a individuare anomalie non previste e, in alcuni casi, una redazione delle SOS basata su espressioni standardizzate non coerenti con i fatti esposti. La UIF ha già avviato lettere di intervento e incontri tematici con i segnalanti che adottano queste procedure in modo acritico, ribadendo che le tecnologie innovative restano un ausilio, non un sostituto del giudizio professionale.
Le segnalazioni analizzate, le sospensioni, i riscontri investigativi
Le SOS analizzate e trasmesse agli Organi investigativi sono state 163.888 (+13,9% sul 2024), con tempi medi di lavorazione stabili a 14 giorni; per le segnalazioni a rischio alto o medio-alto, l’85,7% è stato trasmesso entro 30 giorni dalla ricezione.
Sul fronte dei provvedimenti di sospensione, il 2025 segna un netto calo nel numero di istruttorie e provvedimenti: 146 procedimenti avviati (per un valore di 22,5 milioni di euro) contro 28 provvedimenti emanati nel 2024, con 16 provvedimenti effettivamente adottati nel 2025 per un valore di 1,5 milioni di euro — il dato più basso dell’ultimo quinquennio, dopo i 108,7 milioni del 2022. In 7 casi al provvedimento ha fatto seguito il sequestro delle somme da parte dell’Autorità giudiziaria; 67 informative di sospensione sono state condivise con la DIA per collegamenti con la criminalità organizzata.
Sono questi ultimi dati, però, a dare la misura più concreta dell’utilità del sistema. Per le segnalazioni trasmesse nel biennio 2024-25, a marzo 2026 la Guardia di Finanza aveva inviato circa 44.400 feedback positivi, l’83,6% dei quali su SOS a rischio alto o medio-alto; il 91,7% dei feedback della DIA insisteva su segnalazioni con analogo profilo di rischio, e gli scambi con la DNA hanno prodotto circa 8.700 riscontri positivi e l’identificazione di circa 12.000 soggetti già censiti nei suoi archivi. Il dato forse più eloquente: nel 2025 le informazioni contenute nelle SOS hanno contribuito a sequestri per circa 41 milioni di euro e confische per circa 17 milioni, pari rispettivamente al 70% e al 36% del totale degli asset sequestrati e confiscati dalla DIA nell’anno — la conferma che, quando la segnalazione è di qualità, il suo impatto investigativo è tutt’altro che teorico.
Nella terza e ultima parte entreremo nelle aree di rischio emergenti — frodi informatiche, criptoattività, professional money laundering, sfruttamento sessuale dei minori, infiltrazione criminale nelle imprese fragili — e nel nuovo assetto del sistema europeo antiriciclaggio, tra avvio dell’AMLA ed esito della Mutual Evaluation del Financial Action Task Force (FATF) .
Appuntamento alla prossima settimana con la III^ Parte.
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